Abstract
Io partirei (il condizionale la dice lunga) da un’affermazione di Franco Basaglia “io sono uno psichiatra, non un antipsichiatra”. Questa affermazione la dice ancor più lunga, anzi lunghissima … perché rimette al centro ciò che riconosce: il potere. Riconoscere il potere che ‘ci’ viene attribuito, usarlo per dichiarare o denunciare il nostro non sapere (non so cosa sia la follia, diceva Basaglia) e per dire invece che riconosco il ‘malato’ ed i suoi bisogni, i suoi diritti, vuol dire assumere tutte le contraddizioni esistenti. Se non si parte da una centralità (sociale, praticamente sociale, la società concreta) o meglio da un baricentro (sempre sociale) concreto la quaestio “cosa è o sia la salute mentale o il suo opposto” diventa un esercizio di emissione di fiati, suoni, grafie.
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ID:
158222
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debernardi2006m@gm@salute